I ministri straordinari della Comunione sono fedeli laici (uomini o donne) o religiosi che ricevono un incarico ufficiale per aiutare i ministri ordinari (vescovi, sacerdoti e diaconi) nella distribuzione dell’Eucaristia. Il loro servizio è definito “straordinario” perché intervengono solo quando i ministri ordinari sono assenti, impediti o insufficienti rispetto al numero dei fedeli. Il loro compito si divide principalmente in due ambiti:
Possono essere incaricati di esporre e riporre il Santissimo Sacramento nel tabernacolo (senza impartire la benedizione), garantendo la vigilanza durante l’adorazione e a guidare la Via Crucis.
Per svolgere questo servizio sono necessari requisiti specifici stabiliti dalle diocesi che consiste nel frequentare un corso di preparazione diocesano che approfondisce aspetti liturgici, teologici e pastorali. Al termine del quale viene dato il Mandato cioè l‘incarico conferito dal Vescovo (o dal Parroco su delega) per un tempo determinato (ogni 4 anni), rinnovabile previa verifica dell’idoneità.
Devono essere persone di provata fede, in piena comunione ecclesiale e con una particolare sensibilità verso i sofferenti.
Quando portano la comunione ai malati, devono usare una teca apposita, trasportandola con massimo rispetto (non in tasca o in borse comuni) e recandosi direttamente dal malato senza tappe intermedie. Solitamente indossano l’abito laicale decoroso.